Daniela Brocca's photos

Chiesa di San Francesco

16 Aug 2020 1 120
La chiesa di San Francesco è un edificio religioso situato a Gubbio, centro abitato dell'Umbria. La chiesa fu costruita nella seconda metà del XIII secolo presso il fondaco della famiglia Spadalonga, che avrebbe accolto San Francesco d'Assisi dopo il suo abbandono della casa paterna. La chiesa è probabilmente opera dell'architetto frà Bevignate da Perugia, anche se la sua attribuzione è ancora oggetto di discussione. Il campanile, posto all'abside di sinistra, non è coevo al resto della chiesa in quanto risulta costruito solo nel XV secolo. Il completamento della chiesa avvenne con il rosone che oggi si vede, è del 1958 e proviene dalla chiesa di San francesco a Foligno. ---------------------------------------------------------------- The church of San Francesco is a religious building located in Gubbio, an inhabited center of Umbria. The church was built in the second half of the XIII century near the fondaco of the Spadalonga family, who would have welcomed St. Francis of Assisi after his abandonment of his father's house. The church is probably work of the architect frà Bevignate from Perugia, even if its attribution is still object of discussion. The bell tower, placed to the left apse, is not coeval to the rest of the church in how much it turns out constructed only in the XV century. The completion of the church happened with the rose window that today is seen, is of 1958 and comes from the church of San Francesco to Foligno. Translated with www.deepl.com/Translator (free version)

Autumn 2017 American ivy

Autunno 2017 Vite canadese

Autunno Domo 2016

Third Waterfall jump

15 Aug 2020 17 10 154
La Cascata delle Marmore è un sito naturale dalla bellezza impressionante. Sentieri nel verde, escursioni, attività e uno spettacolare salto di 165 metri capace di emozionare grandi e piccoli! Si tratta infatti della cascata più alta d'Italia, tra le più alte di tutta Europa. Il dislivello complessivo è suddiviso in tre salti, compiuti in successione dalle acque del fiume Velino che in questo modo si getta e confluisce nel Nera. La progressione di salti crea una cornice d'insieme ancora più suggestiva, quasi unica nel suo genere. Anche perché il bianco del getto della cascata risalta ancor di più grazie al verde nel quali è immersa, parte dell'area protetta del Parco Fluviale del Nera. Una visita alla Cascata è un'esperienza a 360°: oltre alla bellezza del salto del fiume in sè, è possibile approfittare dei tanti sentieri escursionistici dell'area o delle attività sportive praticabili, dal rafting al torrentismo. Questo luogo affonda le sue radici nell'antichità dell'Umbria, quando i Romani irruppero nella vita di umbri ed etruschi che popolavano queste terre. Essi portarono con loro la civiltà romana, già molto avanzata, fondando città, bonificando intere aree, costruendo strade, acquedotti, templi e ville. La Cascata delle Marmore si inserisce proprio in questo contesto: si tratta infatti di una straordinaria opera ingegneristica di sistemazione idraulica dovuta ai Romani. All'epoca, il Velino aveva un letto del fiume molto largo che formava una vasta zona di acque stagnanti, paludose e spesso malsane per la popolazione stessa. Il console romano Curzio Dentato decise di intervenire: per assicurare il deflusso di queste acque, fece scavare un canale che potesse convogliarle verso la rupe di Marmore, per poi farle precipitare nell'alveo sottostante del Nera. --------------------------------------------------------------- The Marmore Falls is a natural site of impressive beauty. Paths in the green, excursions, activities and a spectacular jump of 165 metres capable of thrilling adults and children alike! It is in fact the highest waterfall in Italy, among the highest in Europe. The overall difference in height is divided into three jumps, made in succession by the waters of the river Velino, which in this way flows into the Nera. The progression of jumps creates an even more evocative overall frame, almost unique of its kind. Also because the white of the waterfall's jet stands out even more thanks to the green in which it is immersed, part of the protected area of the Parco Fluviale del Nera. A visit to the Waterfall is a 360° experience: in addition to the beauty of the jump of the river itself, it is possible to take advantage of the many hiking trails in the area or the sports activities available, from rafting to canyoning. This place has its roots in the antiquity of Umbria, when the Romans broke into the life of the Umbrians and Etruscans who populated these lands. They brought with them the Roman civilization, already very advanced, founding cities, reclaiming entire areas, building roads, aqueducts, temples and villas. The Marmore Falls is part of this context: in fact, it is an extraordinary engineering work of hydraulic arrangement due to the Romans. At that time, the Velino had a very wide river bed that formed a vast area of stagnant, marshy and often unhealthy waters for the population itself. The Roman consul Curzio Dentato decided to intervene: to ensure the runoff of these waters, he had a canal dug to channel them towards the Marmore cliff, and then plunged them into the riverbed below the Nera. Translated with www.deepl.com/Translator (free version)

Me in front of the Fall

15 Aug 2020 8 10 141
A beautiful place.

Cascata delle Marmore

15 Aug 2020 15 6 174
La Cascata delle Marmore è un sito naturale dalla bellezza impressionante. Sentieri nel verde, escursioni, attività e uno spettacolare salto di 165 metri capace di emozionare grandi e piccoli! Si tratta infatti della cascata più alta d'Italia, tra le più alte di tutta Europa. Il dislivello complessivo è suddiviso in tre salti, compiuti in successione dalle acque del fiume Velino che in questo modo si getta e confluisce nel nera. La progressione di salti crea una cornice d'insieme ancora più suggestiva, quasi unica nel suo genere. Anche perché il bianco del getto della cascata risalta ancor di più grazie al verde nel quali è immersa, parte dell'area protetta del Parco Fluviale del Nera. Una visita alla Cascata è un'esperienza a 360°: oltre alla bellezza del salto del fiume in sè, è possibile approfittare dei tanti sentieri escursionistici dell'area o delle attività sportive praticabili, dal rafting al torrentismo. Questo luogo affonda le sue radici nell'antichità dell'Umbria, quando i Romani irruppero nella vita di umbri ed etruschi che popolavano queste terre. Essi portarono con loro la civiltà romana, già molto avanzata, fondando città, bonificando intere aree, costruendo strade, acquedotti, templi e ville. La Cascata delle Marmore si inserisce proprio in questo contesto: si tratta infatti di una straordinaria opera ingegneristica di sistemazione idraulica dovuta ai Romani. All'epoca, il Velino aveva un letto del fiume molto largo che formava una vasta zona di acque stagnanti, paludose e spesso malsane per la popolazione stessa. Il console romano Curzio Dentato decise di intervenire: per assicurare il deflusso di queste acque, fece scavare un canale che potesse convogliarle verso la rupe di Marmore, per poi farle precipitare nell'alveo sottostante del Nera. --------------------------------------------------------------- The Marmore Falls is a natural site of impressive beauty. Paths in the green, excursions, activities and a spectacular jump of 165 metres capable of thrilling adults and children alike! It is in fact the highest waterfall in Italy, among the highest in Europe. The overall difference in height is divided into three jumps, made in succession by the waters of the river Velino, which in this way flows into the black. The progression of jumps creates an even more evocative overall frame, almost unique of its kind. Also because the white of the waterfall's jet stands out even more thanks to the green in which it is immersed, part of the protected area of the Parco Fluviale del Nera. A visit to the Waterfall is a 360° experience: in addition to the beauty of the jump of the river itself, it is possible to take advantage of the many hiking trails in the area or the sports activities available, from rafting to canyoning. This place has its roots in the antiquity of Umbria, when the Romans broke into the life of the Umbrians and Etruscans who populated these lands. They brought with them the Roman civilization, already very advanced, founding cities, reclaiming entire areas, building roads, aqueducts, temples and villas. The Marmore Falls is part of this context: in fact, it is an extraordinary engineering work of hydraulic arrangement due to the Romans. At that time, the Velino had a very wide river bed that formed a vast area of stagnant, marshy and often unhealthy waters for the population itself. The Roman consul Curzio Dentato decided to intervene: to ensure the runoff of these waters, he had a canal dug to channel them towards the Marmore cliff, and then plunged them into the riverbed below the Nera. Translated with www.deepl.com/Translator (free version)

Rocca albornoziana

15 Aug 2020 6 6 149
La rocca di Spoleto si erge sulla sommità del colle Sant'Elia, fu edificata a partire dal 1359, per volontà di Papa Innocenzo VI che intendeva ristabilire l’autorità del Pontefice (che dimorava allora ad Avignone), nei suoi territori. Venne edificata su commissione del cardinale Egidio Albornoz a partire dal 1359. Fino alla metà del Settecento la rocca ospitò i governatori pontifici ed i maggiori personaggi dell'epoca. Nel 1499 ospitò anche Lucrezia Borgia quale governatrice del Ducato. Nel corso del XVI e XVII secolo si ha una fase di profondo declino. Dal 1764, quando i governatori preferiscono trasferirsi all'interno della città, iniziano le prime manomissioni alla struttura originaria. Nel 1817 divenne sede carceraria e il grande afflusso di detenuti portò alla costruzione di un ulteriore corpo di fabbrica. La sede carceraria perdurò fino al 1983, dopo la quale, fortunatamente, fu oggetto di un importante restauro che l'ha riportata agli antichi splendori.Oltre che valenza storica la rocca ha anche una valenza culturale. Infatti all'interno si trova il museo nazionale del Ducato di Spoleto, costituito da materiali provenienti dalle collezioni civiche. ------------------------------------------------------------------ The fortress of Spoleto stands on the top of the hill Sant'Elia, it was built in 1359, by the will of Pope Innocent VI who wanted to re-establish the authority of the Pontiff (who then lived in Avignon), in his territories. It was built on commission of Cardinal Egidio Albornoz starting from 1359. Until the middle of the eighteenth century the fortress hosted the papal governors and the most important personalities of the time. In 1499 it also hosted Lucrezia Borgia as governor of the Duchy. During the 16th and 17th centuries there was a phase of deep decline. From 1764, when the governors preferred to move inside the city, the first tampering with the original structure began. In 1817 it became a prison and the large influx of inmates led to the construction of a further body of buildings. The prison building lasted until 1983, after which, fortunately, it underwent an important restoration that brought it back to its ancient splendour. Besides its historical value, the fortress also has a cultural value. In fact, inside there is the National Museum of the Duchy of Spoleto, made up of materials coming from the civic collections. Translated with www.deepl.com/Translator (free version)

Municipio con scultura

15 Aug 2020 3 2 116
Il Palazzo comunale di Spoleto si trova a metà strada fra il foro, attuale piazza del Mercato, e piazza del Duomo, in una zona dove fin dall'antichità sorgevano case gentilizie, dimore private o di rappresentanza. Le sue fondazioni infatti poggiano in parte sull'area della Casa romana scoperta da Giuseppe Sordini nel 1885. Dopo una lunga ristrutturazione terminata nel 2007, ospita gli organi istituzionali e politici della città. L'attuale aspetto del palazzo è il risultato dei lavori settecenteschi. L'alta torre che sovrasta l'edificio è l'unico elemento duecentesco ancora presente; di pianta rettangolare, è costruita in muratura con selci come la cinta muraria medievale; la cella campanaria ha caratteristiche cinquecentesce mentre il finale è del XVIII secolo. La facciata sud, realizzata da Francesco Angelo Amadio, è preceduta da un'ampia scalinata; sulla sinistra prosegue con il palazzo Brancaleoni, ornato in stile neogotico dagli artisti spoletini Giuseppe Moscatelli e Benigno Peruzzi, ai quali vengono attribuiti anche gran parte dei decori delle sale interne. Antistante la facciata sud dal 1962 è posta una slanciata scultura in ferro e acciaio di Nino Franchina dal titolo Spoleto '62, realizzata in occasione della mostra Sculture nella città e donata alla città. ----------------------------------------------------------------------------- The Town Hall of Spoleto is located halfway between the forum, now Piazza del Mercato, and Piazza del Duomo, in an area where, since ancient times, there have been aristocratic houses, private or representative residences. Its foundations, in fact, partly rest on the area of the Roman House discovered by Giuseppe Sordini in 1885. After a long renovation completed in 2007, it houses the city's institutional and political bodies. The current appearance of the palace is the result of eighteenth century works. The high tower that overlooks the building is the only thirteenth century element still present; rectangular in plan, it is built in masonry with flints like the medieval city walls; the bell cell has sixteenth century characteristics while the final one is from the eighteenth century. The south façade, built by Francesco Angelo Amadio, is preceded by a wide staircase; on the left continues with Palazzo Brancaleoni, decorated in neo-Gothic style by the artists Giuseppe Moscatelli and Benigno Peruzzi from Spoleto, to whom most of the decorations of the interior rooms are also attributed. In front of the south façade since 1962 there is a slender iron and steel sculpture by Nino Franchina entitled Spoleto '62, created for the exhibition Sculture in the City and donated to the city. Translated with www.deepl.com/Translator (free version)

Another little lane with arch

Ciao, that's me

Goethe- Da Viaggio in Italia

15 Aug 2020 3 4 144
Goethe visitò Spoleto durante il suo primo viaggio nel 1786.

Sopra il ponte delle Torri

15 Aug 2020 5 8 133
Il ponte delle Torri è un maestoso monumento in calcare locale lungo 236 metri e alto 80. É un ponte-acquedotto che, sorretto da dieci arcate e nove poderosi pilastri in pietra, unisce il Colle Sant'Elia, il punto più alto della città di Spoleto, con Monteluco. Secondo alcuni fu costruito tra XIII e il XIV sec. su un precedente acquedotto romano che serviva probabilmente a portare l'acqua dalle sorgenti di Cortaccione a Spoleto. Quest'opera deve verosimilmente il proprio nome alle due fortezze poste alle estremità, motivo per cui nell'antichità veniva chiamato "pons inter Turres": la Rocca Albornoziana e il Fortilizio dei Mulini. --------------------------------------- The Bridge is an imposing monument 236 meters long and 80 meters high, which connects Colle Sant'Elia with Monteluco. It is made of local limestone and supported by ten arches and nine piers. Some say it was built between the 13th and 14th century on a former Roman aqueduct, which probably served to bring water from the source of Cortaccione into Spoleto. Some scholars also think the bridge owes his name to the two forts placed at the sides, which might explain the reasons why it was once called "Pons inter Turres": the Rocca Albornoziana and the Fortilizio dei Mulini.

Ponte delle Torri

15 Aug 2020 5 8 143
Il ponte delle Torri è un maestoso monumento in calcare locale lungo 236 metri e alto 80. É un ponte-acquedotto che, sorretto da dieci arcate e nove poderosi pilastri in pietra, unisce il Colle Sant'Elia, il punto più alto della città di Spoleto, con Monteluco. Secondo alcuni fu costruito tra XIII e il XIV sec. su un precedente acquedotto romano che serviva probabilmente a portare l'acqua dalle sorgenti di Cortaccione a Spoleto. Quest'opera deve verosimilmente il proprio nome alle due fortezze poste alle estremità, motivo per cui nell'antichità veniva chiamato "pons inter Turres": la Rocca Albornoziana e il Fortilizio dei Mulini. --------------------------------------- The Bridge is an imposing monument 236 meters long and 80 meters high, which connects Colle Sant'Elia with Monteluco. It is made of local limestone and supported by ten arches and nine piers. Some say it was built between the 13th and 14th century on a former Roman aqueduct, which probably served to bring water from the source of Cortaccione into Spoleto. Some scholars also think the bridge owes his name to the two forts placed at the sides, which might explain the reasons why it was once called "Pons inter Turres": the Rocca Albornoziana and the Fortilizio dei Mulini.

Marco, la nostra guida davanti al Duomo di Spoleto

15 Aug 2020 6 2 152
Marco, our very good guide.

Arco di Druso

15 Aug 2020 5 2 148
L'arco di Druso e Germanico (detto anche solo "arco di Druso") è un arco romano degli inizi del I secolo situato a Spoleto (antica Spoletium), a ridosso del tempio romano e della chiesa di Sant'Ansano. Costituiva la porta di accesso monumentale al foro della città dalla via Flaminia (ricalcato dall'odierna piazza del Mercato), scavalcando il cardine massimo. L'arco di Druso e Germanico (detto anche solo "arco di Druso") è un arco romano degli inizi del I secolo situato a Spoleto (antica Spoletium), a ridosso del tempio romano e della chiesa di Sant'Ansano. Costituiva la porta di accesso monumentale al foro della città dalla via Flaminia (ricalcato dall'odierna piazza del Mercato), scavalcando il cardine massimo. L'arco fu eretto nel 23 d.C. dal senato locale in onore di Druso minore e di Germanico, rispettivamente figlio naturale e nipote e figlio adottivo dell'imperatore Tiberio, in occasione della morte di Druso (Germanico era morto nel 19). L'arco è costruito in opera quadrata con blocchi in calcare locale. Fu costruito adottando la misura del piede romano. ---------------------------------------------------------------------------------- The Arch of Drusus and Germanicus (also known as the "Arch of Drusus") is an early first century Roman arch located in Spoleto (ancient Spoletium), close to the Roman temple and the church of Sant'Ansano. It was the monumental gateway to the city's forum from the Via Flaminia (traced from today's Piazza del Mercato), bypassing the maximum pintle. The Arch of Drusus and Germanicus (also known as the "Arch of Drusus") is an early first century Roman arch located in Spoleto (ancient Spoletium), close to the Roman temple and the church of Sant'Ansano. It was the monumental gateway to the city's forum from the Via Flaminia (traced from today's Piazza del Mercato), bypassing the maximum pintle. The arch was erected in 23 A.D. by the local senate in honour of Drusus minor and Germanicus, respectively natural son and nephew and adopted son of the Emperor Tiberius, on the occasion of the death of Drusus (Germanicus had died in 19). The arch is built in square work with blocks of local limestone. It was built adopting the measure of the Roman foot. Translated with www.deepl.com/Translator (free version)

Storie della Vergine di Filippo Lippi (1467-69)

15 Aug 2020 8 13 159
L'interno è stato notevolmente modificato nel XVII-XVIII secolo, anche se ha mantenuto l'originale pavimento cosmatesco della navata centrale. Un'altra sopravvivenza è l'abside affrescata con quattro Scene della vita della Vergine Maria, iniziata nel 1467 da Filippo Lippi e completata due anni dopo dai suoi allievi Fra' Diamante e Piermatteo Lauro de' Manfredi da Amelia. Lippi è sepolto nel braccio sud del transetto. Tradotto con www.deepl.com/Translator (versione gratuita) --------------------------------------------------------------------------- The interior was significantly modified in the 17th–18th centuries, though it has kept the original Cosmatesque floor of the central nave remains. Another survival is the frescoed apse with four Scenes from the Life of the Virgin Mary, begun in 1467 by Filippo Lippi and completed two years later by his pupils Fra' Diamante and Piermatteo Lauro de' Manfredi da Amelia. Lippi is buried in the south arm of the transept.

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