A nudo
Il punto di non ritorno. Entrare o non entrare in dark?
di Pigi Mazzoli

Pubblicato in "Pride", giugno 2002

Faccio ammenda subito, così non lo direte voi, parlo ancora di darkroom pur non conoscendole, o quasi.
E già, perché nessuno mi toglie dalla testa che chi parla troppo di un argomento vuol dire che gli interessa, anche se ne parla con distacco o muovendo critiche. Io di critiche non ne ho fatte molte ma ho sentito il bisogno di specificare che a me le dark non son mai piaciute, anche se un certo prurito mi solleticano. Tant'è che ho chiesto al Direttore se fosse possibile un pass per visitarle tutte e farci sopra un bel reportage. Allettante l'idea di andare in giro gratis, ma più allettante ancora poterlo fare con un alibi, il migliore, quello dello studioso distaccato. Ma dato che non si arriva a 45 anni senza maturare almeno un poco, mi sono chiesto come mai avessi bisogno di tale alibi. E soprattutto mi sono domandato come "intervistare" i frequentatori, perché di quel che posso provare io in un simile girone vi potrà interessare ma moderatamente, per cui servirebbe sapere gli altri cosa provano.
Ho deciso alla fine, più per pigrizia, di non chiedere il pass ma di domandare a tutti quelli che incontravo se fossero mai andati in una dark e cosa provassero in quei luoghi.
Primo intervistato. Giovane ragazzo di bell'aspetto dalla frenetica e promiscua vita sessuale.
Pigi: "Tu che frequenti le dark, cosa provi in quei posti che non provi altrove?" P.i.: "Ma io non ci vado, le dark sono per i disperati..." Pigi: "Ma come, non vai due volte al mese al Cruising Canyon e l'ultima volta te ne sei fatti 52?" P.i.: "Ma io non vado nella dark! Sì, ce n'è una, una stanzetta buia, ma io sto invece dove c'è la luce, dove si vede, al limite nel salotto" Pigi: "E che differenza c'è?" P.i.: "Io vado nei sex club come ci sono negli Stati Uniti, dove c'è gente che sa quello che vuole, nella dark ci va chi ormai deve farlo al buio perché è meglio che non si fa vedere" Pigi: "Capisco, scusa. Dimmi, il tuo ragazzo lo hai conosciuto in una dark..." P.i.: "No! in una sauna, nei camerini di una sauna" Pigi: "Scusami ancora per l'imprecisione, e cosa dice il tuo ragazzo che frequenti i sex club?" P.i.: "Ma lui non lo sa, gli dico che ho impegni di lavoro, faccio bene?" Pigi: "Non lo so, io faccio una fatica tremenda a mentire, mi scappa di raccontare sempre tutto".
Ho condensato due ore di chiacchierata in poche frasi, tanto per non annoiarvi, e perché le cose importanti che ho saputo sono che ci sono dark, cioé luoghi bui, e altri luoghi, simili nell'uso, ma illuminati. E che in questi luoghi ci si trovano anche i fidanzati, ed anche i fidanzati degli altri. E altra cosa che ho scoperto che io sono un po' moralista ma che tutti forse a modo nostro siamo dei moralisti, chi verso una cosa e chi verso un'altra.
Secondo intervistato. Giovane uomo molto simpatico ma di aspetto meno gradevole, da sempre alla disperata ricerca di un fidanzato. Scende dalla scala a chiocciola del Company club di Milano, approfitto della situazione, questa è una vera, frequentatissima darkroom. Pigi: "Trovato niente?" S.i.: "Sì, ho fatto con uno e credo di aver capito chi è, deve essere uno bono" Pigi: "Ma a te piace andare nelle dark, vero?" S.i.: "No, è che avevo una gran voglia di scopare e nella mia città non c'è un posto come questo, siete fortunati voi a Milano" Pigi: "Quindi questa dark ti piace, in fondo..." S.i.: "Sì, solo che è un po' buia e non si vede nulla, farlo col mio ragazzo a letto è tutt'altra cosa" Pigi: "Allora ti sei fidanzato! Felicitazioni! E lui che dice?" S.i.: "No, non siamo ancora fidanzati, comunque ci spero, e comunque non gli dico nulla se faccio qualche cosa, non capirebbe e queste sono cose che non hanno nulla a che fare con noi, è uno sfogo, era una settimana che non venivo..." Pigi: "Certo; il sesso è una cosa, l'amore è un altra...". Notate una punta di sarcasmo nelle mie parole? Non c'è, lo giuro, anch'io lo vado sempre ripetendo, io sono per la coppia aperta e avere dei rapporti sessuali con altre persone è un fatto più di gioco che di tradimento. S.i.: "Il vero tradimento lo si fa col cuore" Pigi: "Sfondi una porta aperta!".
Forse il dialogo prendeva una piega che poteva far credere che ci stessi provando e forse non ero gradito, tant'è che sono stato invitato a mia volta a salire la scala a chicciola per trovare il mio personale divertimento. Mi sono giustificato dicendo che al buio non mi eccito. Facendo così la solita figura del moralista o di quello che se la tira.
Eppure stando nel giardino d'inverno del Company (il cortile coperto, è più silenzioso e ci sono sedie e tavolini dove stare a chiacchierare sbirciando un film porno che occhieggia dalla saletta video: belle location, mi viene voglia di partire per i Caraibi e stendermi su di una spiaggia...) continuo a guardare quelli che mi puntano dall'ingresso di una delle due dark. Seguirli o non seguirli? Tanto io c'ho l'alibi dell'articolo di questo mese che non riesco a scrivere. E se li seguo poi che chiedo?
Confido i miei tormenti agli amici di tavolino, faccio domande a bruciapelo, mi son fatto furbo. "Tu che vai in questa dark, non ti da fastidio che sia buia?" (non so se c'è mai andato ma si deve bluffare per avere una risposta ad una domanda compromettente) Amico: "Ma non è buia, ci sono i lucernari e si vede abbastanza se c'è la luna". In effetti è luna piena e l'immagine dei suoi raggi che penetrano gli abbaini della dark del Company è molto romantica. Non scherzo, la luna che illumina gli atti d'amore li rende sempre assoluti. Mi ricordo le varie terme di Segesta o di Saturnia o di Petriolo che hanno visto i miei orgasmi, quelle fronde nere che hanno attutito i miei gemiti, la terra umida che ha accolto il mio sperma, e sempre c'era quella luna con qualcuno dei suoi raggi che era lì ad indicarmi il cammino, a sottolineare una rotondità di un corpo desiderato, a farmi ritrovare la strada verso l'auto. La stessa luna che grande e rossa come un pallone di cuoio mi farebbe dire a Franco che lo amo se non mi ricordassi che quella stessa luna me lo ha già fatto dire troppe volte a troppe persone per avere voglia di dirlo ancora. Sono sensibile alla luna, che io abbia qualcosa in comune con Cher, a parte l'età?
Ritorno in me, sono ancora al Company, illuminato dalla luce giallo-sodio che filtra dal cortile attraverso i vetri. L'articolo non va avanti, o sta prendendo una piega diversa. Mi lancio. "Nella dark sopra la saletta video c'è la sling, chi me la fa provare? non mi sono mai fatto scopare sopra la sling". Vi spiego. La sling è una specie di culla, un rettangolo di cuoio appeso al soffitto con quattro catene. Chi si sdraia sulla schiena appoggia i piedi alle catene e si trova in posizione ginecologica all'altezza adatta per la penetrazione. Creata soprattutto per il fistfucking che è l'inserimento della mano, pratica che però richiede, sono sicuro, più luce e calma e calore di quanto non siano qui, per cui questa sling serve per la penetrazione, basta discuterne. Tiro fuori i preservativi e il lubrificante. Tre su cinque dei presenti hanno già avuto rapporti con me, quindi posso permettermi di essere poco allusivo e molto diretto. Coro: "No, nella dark no, ci vedono tutti, e se poi arriva uno che non ci piace?". A me paiono scuse.
Quello che mi guardava dall'inizio della serata se n'è andato senza che me ne accorgessi, stava appoggiato al muro, vestito un po' leather, barbetta corta, non molto alto, una faccia da porco (che significa il contrario di "bravo ragazzo"), mi sembrava quello adatto per provare la dark. Barando, perché salire in dark con uno incontrato sotto e che ci piace non è la stessa cosa che farlo con uno sconosciuto al buio. Allora perché avevo colto un nesso? Capisco! Perché se lo facessi al buio con uno sconosciuto me lo immaginerei così, non bello ma sexy. Soprattutto immagino che le dinamiche fra di noi potrebbero essere di puro sesso, selvaggio, senza strascichi sentimentali. E se alla fine dovesse chiedermi il telefono e accennare a un saluto fatto secondo le buone maniere? Rovinerebbe tutto il mio sogno extraterreno di sesso duro e puro. Tanto lui in realtà se n'è andato e io la mia pensata l'ho fatta e l'articolo va avanti. Mentre la scopata avrebbe potuto essere tragica: e se non ci tirava a tutti e due? E se mi chiedeva cose troppo al di là di quel che ero disposto a dare? E se venivo prima io potevo abbandonarlo lì senza curarmi del suo orgasmo? O magari se facesse apposta a trattenere il suo orgasmo per uno meglio dopo di me, come potrei capirlo senza incaponirmi martoriando il suo pene tentando di far venire una persona che non vuole venire? Sembrerebbero domande di un neofita del sesso mordi e fuggi, invece la questione è che tutte le volte che l'ho fatto ho nascosto il piacere che provavo dietro all'assenza di qualcosa di più spiritualmente elevato e non mi sono curato dei dettagli, dell'etica dell'incontro casuale. Si deve arrivare ad una certa età per capirlo, se non lo si capisce prima, e forse si può non capirlo mai.
Telefono al mio Amore. "Sono stato al Company ieri sera, e chiacchierando non mi sono accorto che ho fatto le quattro, e oggi devo scrivere l'articolo che sono in ritardo, scusa la domanda, ma tu ci sei stato in una dark?" "Mai" "Mai?" "Solo coi miei ex". Adesso so con chi provare la sling...