SEI ROMANZE SENZA PAROLE DI

F. MENDELSSOHN, PER PIANOFORTE

3° fascicolo, op. 38.

Ci limitiamo per questo fascicolo ad un annuncio senza frasi. Per un cespo di rose che fiorisce ed imbalsama tutt’intorno a sé, per un occhio che felice s’affisa nella luna, nessuno può dubitare di che cosa si tratti. Dalle romanze anteriori queste più recenti si differenziano ben poco e stanno, come quelle, fra la pittura e la poesia: per cui facilmente si lasciano aggiungere dei colori o delle parole, se la musica non parlasse sufficientemente per se stessa. Ora, per quanto sian tutte figlie d’una fantasia fiorente, accade però anche alla madre migliore coscientemente o no di preferire l’una o l’altra, e che altri se ne accorga. Cosi vorrei credere che la seconda romanza e il duetto finale siano anche i prediletti del compositore; poi pure la quinta, che è più appassionata, se si può dire così delle rare commozioni d’un cuore puro. La quarta è quella che mi piace meno, sebbene appunto la più intima, ma è d’una natura più prosastica e sembra riposar più su molli cuscini che all’aperto fra i fiori e gli usignuoli. Per il duetto, mi spiace che questa ricca lingua tedesca non abbia una parola per esprimere senza affettazione una cosa simile; qui par di sentire degli innamorati che parlano pianamente con intimità e con abbandono.



http://youtu.be/Q-hx4vyxhe8