Chissà perchè quando ad Avezzano,nel periodo natalizio, arrivavano gli zampognari io cominciavo a terrorizzarmi già udendo il suono delle zampogne da lontano,ma nello stesso tempo ne ero fortissimamente attratta. Mia mamma li faceva entrare ed io andavo subito a nascondermi,forse era il suono molto forte che mi faceva questo effetto e comunque era associato al periodo più bello dell'anno per noi bambini....Natale stava arrivando! Poi,qualche anno più tardi cominciai a fissarmi con la Scozia. Avevo letto diversi libri, soprattutto "Cime tempestose" di Emily Brontë e poi mi ero divorata tutti i racconti di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle,che adoravo allora come adesso. Immaginavo paesaggi e castelli scozzesi e quando ascoltai per la prima volta la Sinfonia "Scozzese" op.56 di Mendelssohn,ne rimasi a dir poco folgorata! Soprattutto nell'ultimo movimento,l'Allegro Guerresco, io ero con Felix,anzi, io mi sentivo di essere Lui! Ero dentro una carrozza oppure a cavallo e immaginavo di osservare il paesaggio in movimento....allora ero proprio sicura di aver vissuto in Scozia in una vita precedente. In realtà non ci sono mai stata in vita mia ma mi auguro di riuscire ad andarci prima di morire: purtroppo è tanto lontana e per adesso mi è mancato il coraggio di organizzare un viaggio simile . Quando poi ascoltai l'Ouverture "Le Ebridi" detta anche "La Grotta di Fingal" di Felix, quel tema iniziale,che poi è il motivo conduttore di tutto il brano,mi colpì a tal punto che al solo pensarci mi sentivo impossessare da una profonda inquietudine e questa sensazione in me ancora oggi è rimasta pressochè immutata. Cominciai a disegnare isole solitarie in mezzo al mare ("L'Isola solitaria" era proprio il nome originale con cui Felix aveva intitolato questo Suo straordinario capolavoro) ed io stessa mi immaginavo di essere come una solitaria isola felice,circondata però da un mare profondo ed impenetrabile.....